Intervista · 14 giugno 2020
La scrittura per Virginia Woolf è un atto necessario, la cosa più importante da fare: un lavoro molto faticoso che la lasciava esausta, prostrata, bisognosa di riposo e cure mediche. Qui potremmo aprire una piccola e necessariamente imprecisa parentesi sulla salute mentale di Virginia. Purtroppo i contemporanei e il suo stesso nipote e biografo Quentin Bell (figlio della sorella Vanessa) sono estremamente vaghi al proposito: vengono menzionate crisi di un malessere vagamente chiamato “madness”.

Intervista · 20 maggio 2020
Gli angeli sono fra noi e camminano in punta di piedi. Non mostrano mai le ali, e di solito compaiono quando meno te lo aspetti, Attenzione che a volte gli angeli durano una stagione, poi qualcosa si guasta e la vita toglie leggerezza anche a loro. Bisogna essere pronti e tempestivi per coglierne la magia. Seduti su una panchina, tra le pagine di un libro, alla fermata dell'autobus s'incontrano, a volte sono persone che già conosci, e ti accompagnano per un breve cammino. Ti sostengono.

07 maggio 2020
James Hook è un uomo sanguigno, elegante, con un passato pieno di lacune. Non ci sono molte biografie, forse un paio. Lo stesso James Matthew Barrie ha cercato tracce di lui antecedenti Neverland scoprendo che per un certo periodo è stato uno studente di Eton e ha vissuto per un po’ in casa di una zia al cui interno si trovano tracce di lui. Almeno fino a oggi. Quando Mario Petillo decide di aggirarsi sulle tracce di James Hook, sui luoghi della sua infanzia, fino agli eventi che lo portarono...

04 maggio 2020
Non importa quale sia il mazzo della nonna e come li abbia ricevuti. Se li ha ereditati da una sua ava, oppure li ha acquistati in un mercatino. Ora appartengono a Vanna. La nonna ha insegnato a Vanna a interpretarli, raccontandole delle storie con protagonisti i singoli Arcani. Un po’ come faccio io quando tengo i miei corsi sui Tarocchi, racconto una storia che ha le carte come protagoniste. Tutti possono imparare a leggerli basta lasciare andare la ragione e utilizzare l'istinto.

Intervista · 22 aprile 2020
L’antropologia insegna che i miti come le parabole sono mezzi di comunicazione antichissimi e più validi dei precetti e delle regole perché a differenza di questi sono interpretabili e applicabili in ogni condizione. Tipico è il caso di quando a Cristo è chiesto “chi è il tuo prossimo” e Lui risponde con una parabola che ognuno e in ogni condizione può o deve interpretare. Interessante è anche rilevare che le ricette della tradizione alimentare erano raccontate come miti o parabole.

Intervista · 25 marzo 2020
La “Scrittura umana” è il titolo che avrei voluto dare al libro, ma poi ho scelto “Notturno” per rappresentare il buio attraverso il quale a ogni costo volevo vedere una luce. È “umana” una scrittura che non solo parla dell’essere umano ma che respira con esso. Mi spiego: il nostro parlare ha delle pause, necessarie per prendere fiato, ha anche un ritmo e dei toni che dipendono dalle nostre volontà e dai nostri umori. Nel libro ogni "a capo” altro non è che una pausa della voce, un silenzio.

Intervista · 15 marzo 2020
Scrivere sul giornale scolastico è ragionare sull’attualità: porsi delle domande, cercare delle risposte, educarsi al senso critico. I racconti possono aprire spiragli là dove mancano informazioni precise, possono essere una risposta a un pensiero insistente. Entrambi sono la forma espressiva di un lavoro accurato. Che cosa pensi della scrittura? E' un modo estremamente puro per mettersi a nudo, non importa se quello che scrivi verrà letto solo da te, da una scuola o da una nazione intera.

05 marzo 2020
E ti ritrovi da solo a tentare di decifrare il tuo cuore. Ripensi a tutto questo e lo fai chiedendoti perché proprio queste cose e non altre hai trattenuto. Come la visione appena avvenuta che si mescola a una finta memoria, al possibile ricordo di una magia che viene da molto lontano. Provi a convincerti che hai già provato quello stupore, come quello di tanti anni prima quando vedevi un'illustrazione a colori voltando la pagina. E prosegui, di nuovo solo. Di nuovo sulla lunga strada verso casa

Recensione · 04 gennaio 2020
Una persona che ha apprezzato un libro cercherà di convincere altri a leggerlo. Condividerà questa scintilla. Fare letteratura è questo: stabilire un rapporto personale senza essersi mai visti, tra scrittore e lettore e con tutta la comunità dei lettori, mentre lo scrittore è sul divano nella stanza spoglia rigirandosi tra le mani la sua macchina fotografica con gli occhi controlla ciò che vede attraverso l’obiettivo mentre la sua mente è altrove vero dono dell’ubiquità, e non è un modo di dire

Intervista · 24 novembre 2019
Philippe è un senzatetto e un poeta che si guadagna da vivere scrivendo frasi d'amore sui marciapiedi di Milano. Odia la pioggia perché gli impedisce di esprimere la sua arte, ma è proprio in una mattina di pioggia che trovando riparo sotto la tettoia dell'edicola di Marco la vita di Philippe inizia a cambiare. Claudio Tarantino ci racconta uno spaccato di vita dove la semplicità di questi incontri è inversamente proporzionale alla forza dirompente: tessere di un puzzle che forse troveranno pace

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