Intervista · 25 marzo 2020
La “Scrittura umana” è il titolo che avrei voluto dare al libro, ma poi ho scelto “Notturno” per rappresentare il buio attraverso il quale a ogni costo volevo vedere una luce. È “umana” una scrittura che non solo parla dell’essere umano ma che respira con esso. Mi spiego: il nostro parlare ha delle pause, necessarie per prendere fiato, ha anche un ritmo e dei toni che dipendono dalle nostre volontà e dai nostri umori. Nel libro ogni "a capo” altro non è che una pausa della voce, un silenzio.

Intervista · 15 marzo 2020
Scrivere sul giornale scolastico è ragionare sull’attualità: porsi delle domande, cercare delle risposte, educarsi al senso critico. I racconti possono aprire spiragli là dove mancano informazioni precise, possono essere una risposta a un pensiero insistente. Entrambi sono la forma espressiva di un lavoro accurato. Che cosa pensi della scrittura? E' un modo estremamente puro per mettersi a nudo, non importa se quello che scrivi verrà letto solo da te, da una scuola o da una nazione intera.

05 marzo 2020
E ti ritrovi da solo a tentare di decifrare il tuo cuore. Ripensi a tutto questo e lo fai chiedendoti perché proprio queste cose e non altre hai trattenuto. Come la visione appena avvenuta che si mescola a una finta memoria, al possibile ricordo di una magia che viene da molto lontano. Provi a convincerti che hai già provato quello stupore, come quello di tanti anni prima quando vedevi un'illustrazione a colori voltando la pagina. E prosegui, di nuovo solo. Di nuovo sulla lunga strada verso casa

Recensione · 04 gennaio 2020
Una persona che ha apprezzato un libro cercherà di convincere altri a leggerlo. Condividerà questa scintilla. Fare letteratura è questo: stabilire un rapporto personale senza essersi mai visti, tra scrittore e lettore e con tutta la comunità dei lettori, mentre lo scrittore è sul divano nella stanza spoglia rigirandosi tra le mani la sua macchina fotografica con gli occhi controlla ciò che vede attraverso l’obiettivo mentre la sua mente è altrove vero dono dell’ubiquità, e non è un modo di dire

Intervista · 24 novembre 2019
Philippe è un senzatetto e un poeta che si guadagna da vivere scrivendo frasi d'amore sui marciapiedi di Milano. Odia la pioggia perché gli impedisce di esprimere la sua arte, ma è proprio in una mattina di pioggia che trovando riparo sotto la tettoia dell'edicola di Marco la vita di Philippe inizia a cambiare. Claudio Tarantino ci racconta uno spaccato di vita dove la semplicità di questi incontri è inversamente proporzionale alla forza dirompente: tessere di un puzzle che forse troveranno pace

Intervista · 02 novembre 2019
Libera, la fioraia famosa per i suoi bouquet portafortuna, e per avere risolto alcuni cold case abita al confine con il quartiere Giambellino a Milano in un vecchio casello ferroviario ristrutturato da nonno Spartaco alle spalle del Naviglio Grande accanto ai binari della linea Milano-Mortara. Insieme a lei ci sono la madre Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie e la figlia Vittoria una poliziotta tosta, ma non un modello di simpatia. Eccovela di nuovo su questo blog.

Intervista · 16 settembre 2019
Le parole di Giulio Mozzi sono precise: Questo libro si chiama Oracolo manuale perché si può per gioco, ma un gioco abbastanza serio usarlo come se fosse una specie di oracolo: e perché è abbastanza piccolo da poter essere tenuto in mano. Questo libro è pieno di cactus perché scrivere è una faccenda spinosa. Questo libro è un gioco: se stai lavorando a una storia scritta di qualunque genere e non sai come andare avanti, niente di quello che hai scritto ti piace: interroga l'Oracolo.

Intervista · 13 giugno 2019
Torino, una domenica di primavera. Saro è in cima a un palazzo e scruta la strada sottostante. Ad un tratto, fra la gente che passa, gli sembra di riconoscere Lena, una ragazza dai capelli rossi che ha conosciuto qualche mese prima. Vuole raggiungerla velocemente prima che gli sfugga di nuovo. Con un lenzuolo legato in vita si lancia nel vuoto nello stesso modo in cui ci si lancia da un trampolino. Il volo s’interrompe sul davanzale dell’appartamento di Leo e Bart.

Intervista · 23 maggio 2019
La carriera di giornalista di Alessandro Robecchi inizia a l’Unità nel 1980, oggi scrive per Il Fatto Quotidiano nel mezzo: Abitare, Mucchio Selvaggio, Cuore, Urban, Rolling Stone tanto per citarne alcuni. Ha collaborato con Rai Tre, La7; con Radio Popolare inventa il programma Piovono pietre. Nel 2001 pubblica Manu Chao, musica y libertad - Sperling, nel 2011 Piovono Pietre – Laterza, nel 2014 esce per Sellerio il primo romanzo con Carlo Monterossi. Da marzo la sesta avventura: I Tempi Nuovi.

Intervista · 01 aprile 2019
Valerio Varesi è nato a Torino, vive a Parma e lavora nella redazione de La Repubblica di Bologna. I suoi romanzi, tra i migliori esempi di noir sociale, sono tradotti in Inghilterra, Germania, Polonia, Spagna e Francia. Parallelamente con la Trilogia di una Repubblica ha iniziato una ricognizione nella recente storia italiana. In questa intervista si parlerà del libro La paura nell'anima. Il commissario Soneri e Angela sono in vacanza a Montepiano un paese sull'appennino vicino Parma. Quando...

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